VAJONT. CAPOZZI (M5S): FVG IN FONDAZIONE, EDUCARE A CURA TERRITORIO
(ACON) Trieste, 30 ott - "Riteniamo importante che la Regione
Friuli Venezia Giulia valuti concretamente la possibilità di
entrare nella Fondazione Vajont, contribuendo a rafforzarne il
ruolo e a trasformare la memoria di una tragedia in un impegno
permanente per la cultura, la prevenzione e la tutela delle
comunità".
È questo l'auspico manifestato dalla consigliera regionale
Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), alla luce dei lavori
odierni della V Commissione permanente dell'Assemblea legislativa
Fvg, incentrati sulle audizioni dei rappresentanti della
Fondazione Vajont 9 ottobre 1963.
"Nel corso dell'audizione è emersa l'importanza del ruolo della
fondazione, che non si limita a custodire il ricordo della
tragedia del 9 ottobre 1963, ma che al tempo stesso promuove -
aggiunge l'esponente pentastellata in una nota stampa - una
profonda riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e
territorio, affinché quanto accaduto non venga mai dimenticato e
soprattutto non si ripeta. Si tratta di un ente culturale
impegnato nella conservazione della memoria di una delle più
grandi tragedie della storia italiana. Un dramma che ha segnato
profondamente anche il territorio regionale e, in particolare, le
comunità di Erto e Casso".
"Attualmente, nella compagine sociale della fondazione è presente
anche la Regione Veneto, insieme a Comune di Longarone, Enel
Produzione Spa ed Edison Spa. Alla luce di questo assetto,
riteniamo sia opportuno - precisa Capozzi - avviare una
riflessione sull'eventuale ingresso della Regione Friuli Venezia
Giulia, dando vita a un riconoscimento istituzionale che
rafforzerebbe il legame tra la Fondazione e i territori
direttamente interessati da quella drammatica vicenda".
"L'obiettivo deve andare oltre la memoria. È fondamentale,
infatti, investire su un progetto culturale e formativo -
sottolinea la rappresentante del M5S - rivolto alle scuole di
ogni ordine e grado, capace di trasmettere alle nuove generazioni
il valore della tutela ambientale, della sicurezza del territorio
e della responsabilità delle scelte umane. La tragedia del Vajont
ci consegna una lezione che non possiamo dimenticare: quando si
interviene sulla natura senza rispettarne gli equilibri, quando
gli interessi economici prevalgono sulla sicurezza delle persone
e sulla tutela dell'ambiente, le conseguenze possono essere
devastanti".
"Ricordare il Vajont significa assumersi una responsabilità verso
il futuro, ma significa anche - conclude Capozzi - educare le
nuove generazioni a comprendere che il territorio non è una
risorsa da sfruttare senza limiti, ma un patrimonio da rispettare
e proteggere".
ACON/COM/sm